Nella casa di Vosnon

“Stai per compiere 82 anni, sei rimpicciolita di sei centimetri, non pesi che quarantacinque chili e sei sempre bella elegante e desiderabile” Andrè Gorz, filosofo francese di origini austriache, dedica queste parole alla moglie Dorinè dopo 58 anni di convivenza.
Dorinè è da tempo colpita da una grave malattia degenerativa. Andrè, rivolgendosi a lei, scrive: “spio il tuo respiro, la mia mano ti sfiora. Ciascuno di noi vorrebbe non dover sopravvivere alla morte dell’altro”. Queste parole furono scritte nel Giugno 2006. Quindici mesi dopo, i corpi di Andrè e Dorine furono ritrovati senza vita distesi l’uno in fianco all’altro nella loro ottocentesca villa di campagna a Vosnon, piccolo comune francese di 204 abitanti, situato nella regione della Champagne-Ardenne. Si erano suicidati con un’iniezione letale, tenendosi per mano. Alla porta avevano affisso un semplice biglietto con scritto a mano ‘Avvisez la gendarmerie’
La lettera dell’anno prima si concludeva con queste parole: “Ci siamo spesso detti che se, per assurdo, avessimo una seconda vita, vorremmo trascorrerla insieme”. Parole in cui la forza e la bellezza derivano da quel ‘per assurdo’ che smarca il loro gesto da ipotesi di fuga nell’ultraterreno e lo rende semplicemente una meravigliosa dichiarazione di indissolubilità.
La musica alterna pieni e vuoti tipici di un contatto fra umani e lascia al flauto di Yuri il ruolo di rappresentare la bellezza di Dorine sfiorita eppure eterna e rinnovata agli occhi di Andrè.

Luca Prandi, pianista e compositore, tratto dalle note del CD.